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L’acronimo IPCEI significa “Progetto Importante di Interesse Comune Europeo”. Si tratta di progetti strategici transnazionali europei concepiti per riunire i settori pubblico e privato e per raggiungere obiettivi di lungo termine in alcune «catene del valore» che la UE ritiene centrali per l’economia del future, quali ad esempio veicoli connessi “verdi” e autonomi, salute intelligente, industria a bassa emissione di carbonio, tecnologie e sistemi ad idrogeno, internet delle cose, sicurezza informatica. A queste sei aree fissate dallo Strategic Forum per gli IPCEI a livello europeo se ne aggiungono tre che erano state già selezionate: microelettronica, batterie, supercalcolatori.

Gli IPCEI permettono di riunire conoscenze, competenze, risorse finanziarie e attori economici in tutta l’Unione, con lo scopo di superare importanti fallimenti di mercato (o sistemici) e sfide sociali che altrimenti non potrebbero essere affrontate.

Sono previsti diversi vantaggi per questo tipo di progetti: sulla base di un ampio set di costi ammissibili il progetto può essere finanziato fino al 100% del gap di finanziamento e sono ammissibili i costi del primo impiego industriale (cioè quei costi sostenuti tra la linea pilota/demo e prima dell’inizio della produzione di massa).

La nozione di “importante progetto di comune interesse europeo” è stabilita nell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea) come parte delle norme sugli aiuti di Stato che prevedono che gli aiuti per promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo possano essere considerati compatibili con il mercato interno.

Nel 2014, la Commissione ha adottato una comunicazione dedicata al riguardo delle norme in materia di aiuti di Stato per i progetti importanti di interesse comune europeo che stabilisce una guida sui criteri che la Commissione applicherà per la valutazione degli aiuti di Stato per promuovere la realizzazione degli IPCEI (prorogata fino alla fine del 2021). L’adozione della nuova comunicazione IPCEI è invece prevista per la seconda metà del 2021.

Le regole sul finanziamento pubblico delle IPCEI sono stabilite nella disciplina R&S&I e nella disciplina degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente, che forniscono orientamenti sull’applicazione legislativa del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. 

Per qualificarsi come IPCEI, un progetto deve essere importante quantitativamente o qualitativamente. Dovrebbe essere particolarmente grande o di portata e/o implicare un livello molto considerevole di rischio tecnologico o finanziario. Il progetto ammissibile dell’IPCEI può essere un progetto singolo o un progetto integrato (un gruppo di progetti singoli inseriti in una struttura comune, una tabella di marcia o un programma che mira allo stesso obiettivo e che si basa su un approccio sistemico coerente).

Le caratteristiche degli IPCEI:

  • Contributo agli obiettivi dell’Unione e impatto significativo sulla crescita economica, la sostenibilità o la creazione di valore nell’UE;
  • Coinvolgimento di più di uno Stato membro;
  • Effetti di ricaduta positivi sul mercato interno/società dell’Unione; benefici non limitati agli Stati membri partecipanti e alle aziende (sulla base della conoscenza e dei risultati che generano nell’IPCEI, al di là del loro business as usual – quantitativamente e qualitativamente);
  • Cofinanziamento da parte del beneficiario;
  • Nel caso di R&S&I, di grande carattere innovativo o di importante valore aggiunto (ricerca e innovazione dirompente e ambiziosa, oltre lo stato dell’arte nel settore;
  • Primo impiego industriale coperto nel caso in cui permetta lo sviluppo di un nuovo prodotto ad alto contenuto di R&S&I o di un processo di produzione fondamentalmente innovativo.

I costi ammissibili

Studi di fattibilità, costi di strumenti e attrezzature; costi di acquisizione (o costruzione) di edifici, infrastrutture e terreni, costi di altri materiali; costi per ottenere, convalidare e difendere i brevetti; costi di personale e amministrativi; in caso di aiuto a un progetto di prima applicazione industriale, le spese di capitale e di funzionamento (CAPEX e OPEX), a condizione che l’applicazione industriale segua un’attività di R & S & I; altri costi (allegato della comunicazione 2014/C 188/02).

Processo di candidatura

Per partecipare a un IPCEI prevede diverse fasi e negoziati tra gli Stati membri e la Commissione europea. Ogni Stato membro stipula a livello nazionale la propria “Expression of Interest” e i relativi bandi a cui le parti interessate possono candidarsi. Le autorità competenti degli Stati membri controllano la qualità di tutti i documenti della società prima di presentarli. In Italia è il MISE che si occupa di pubblicare la raccolta delle espressioni di interesse.

La fase tra la pre-notifica e la notifica viene utilizzata per valutare i progetti presentati e chiarire tutte le questioni aperte. La fase di notifica può essere piuttosto breve al fine di permettere alla Commissione di finalizzare la sua valutazione e adottare la relativa decisione. Tuttavia, i tempi per l’approvazione dipendono dalla qualità dei documenti principali presentati che sono il documento “Chapeau” che delinea i fallimenti di mercato rilevanti e giustifica l’ammissibilità, compresa l’integrazione dell’IPCEI, i portafogli di progetti aziendali e i dati finanziari sui costi ammissibili, le carenze di finanziamento e la necessità e proporzionalità dell’aiuto e la forma di aiuto proposta.

Fino ad oggi sono stati finanziati IPCEI nel campo delle infrastrutture, della ricerca,  dell’innovazione, della microelettronica (nel dicembre 2018) e per la catena del valore delle batterie (nel dicembre 2019 e nel gennaio 2021).

Nel contesto del NGEU e del piano di ripresa e resilienza, diversi Stati membri hanno previsto di approfondire la loro cooperazione in tema di azioni sul clima e sulla digitalizzazione, introducendo nei loro piani nazionali diversi IPCEI, principalmente nei settori dell’idrogeno, della microelettronica e delle tecnologie di comunicazione, e del cloud/elaborazione dei dati. Nel caso specifico dell’Italia, il PNRR ha già previsto una somma di 1,5 miliardi di euro ad integrazione dei fondi IPCEI già destinati dalla legge di Bilancio 2020.