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Il Next Generation EU, è un piano di ampio respiro volto a sospingere la ripresa e la resilienza dell’Europa con 750 miliardi di €.

Incentrato su di un riassetto sostenibile ed inclusivo possibile anche grazie al potenziamento del bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2021-2027. Perno per il piano di ripresa europeo con 1 850 miliardi di €. Un chiaro investimento sul futuro volto a rilanciare un mercato unico, stimolando l’occupazione e la crescita. 

All’Italia spetteranno 209 miliardi di fondi, di cui 81 miliardi in trasferimenti diretti e 128 di prestiti.  Le linee guida su cui si baserà il Recovery Plan, piano nazionale di ripresa e resilienza, coinvolgono sei macro aree: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e rivoluzione verde, infrastrutture per la mobilità, istruzione e formazione, equità, inclusione sociale e territoriale, salute.

Transizione verde e digitale sono i punti di forza, con spese suddivise al 40% verso la sostenibilità ambientale, l’efficientamento energetico e l’economica circolare; mentre il 20% destinato a digitalizzazione, con incentivi per nuove tecnologie 4.0 nei processi produttivi e nella pubblica amministrazione.

Il Ministero dell’Economia prevede che nel triennio 2021-2023 saranno utilizzate tutte le sovvenzioni a fondo perduto previste dalla prima fase del Recovery Plan europeo, pari al 70% del totale che spetta all’Italia.

Il resto verrà utilizzato tra 2024 e 2026. Aumentando così la spesa per investimenti pubblici, il sostegno agli investimenti privati e le spese per ricerca, innovazione, digitalizzazione, formazione ed istruzione. Infine, parte del Recovery Plan – circa 25 miliardi – sarà utilizzato per il Piano Transizione 4.0, rafforzando il pacchetto smart manufacturing, fondamentale per lo sviluppo economico. 

I fondi reperiti dal Next Generation EU saranno incanalati in tre pilastri: 

  • IL SOSTEGNO AGLI STATI MEMBRI PER INVESTIMENTI E RIFORME 

Un nuovo dispositivo da 560 miliardi di € per la ripresa e la resilienza che offrirà sostengo finanziario per investimenti e riforme. Gli attuali programmi della politica di coesione riceveranno 55 miliardi di € in più da qui al 2022 nell’ambito della nuova iniziativa REACT-UE, per fronteggiare la disoccupazione giovanile ed emergenze socio-economiche. Un rinforzo di 15 miliardi di € per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale aiuterà le zone rurali a introdurre i cambiamenti strutturali richiesti dal Green Deal europeo, creare nuove strategie sulla biodiversità e incentivare i rapporti produttore- consumatore. 

  • IL RILANCIO DELL’ECONOMIAINCENTIVANDO L’INVESTIMENTO PRIVATO 

Un nuovo strumento di sostegno alla solvibilità per le imprese europee nei settori e nelle aree più colpite, che con 31 miliardi di € e mirerà a reperire sostegno per 300 miliardi di € a favore delle imprese di tutti i settori economici. Il potenziamento di InvestEU, che con 15,3 miliardi di € permetterà di mobilitare investimenti privati in progetti in tutta l’Unione. Al suddetto programma sarà incorporato un ulteriore strumento, da 15 miliardi di €, per gli investimenti strategici per un importo fino a 150 miliardi di € nel miglioramento della resilienza dei settori strategici. 

  • TRARRE INSEGNAMENTO DALLA CRISI 

Il nuovo programma per la salute EU4Health, forte di una dotazione di 9,4 miliardi di €, potenzierà la sicurezza sanitaria. Grazie a un rinforzo di 2 miliardi di €, il meccanismo di protezione civile dell’Unione RescEU sarà ampliato e potenziato così da attrezzare l’Unione per le crisi future.In ultimo, Orizzonte Europa riceverà 94,4 miliardi di €, per finanziare attività essenziali di ricerca nel campo della salute, la resilienza e la transizione verde e digitale. In un’ottica di investimento a lungo termine le risorse finanziarie reperite tramite Next Generation EU convoglieranno verso i programmi per potenziare il rinnovato bilancio a lungo termine dell’UE.

Primo tra tutti il Green Deal europeo che genererà un’imponente ondata di ristrutturazioni del parco immobiliare e delle infrastrutture. Diffonderà l’economia circolare la realizzazione di progetti basati sulle energie rinnovabili. Oltre che lo sviluppo di trasporti e logistica più puliti.

Il rafforzamento del mercato unico adattato all’era digitale porterà a investimenti in una maggiore e migliore connettività. Una maggiore presenza industriale e tecnologica nei settori strategici. Per la costruzione di un’autentica economia basata sui dati che funga da volano per l’innovazione e la creazione di posti di lavoro. 

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